Mattia Nesti - candidato consigliere Sinistra per Pistoia

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A SINISTRA, PER PISTOIA: PERCHÉ MI CANDIDO

Ho deciso di candidarmi alle elezioni comunali del prossimo 11 giugno, come capolista di Sinistra per Pistoia.
Ci ho pensato a lungo, e alla fine ho deciso di farlo fondamentalmente per tre motivi:

1. Per coerenza.
Perché nel 2012 diedi una mano a Samuele Bertinelli fin dalle primarie, condividendo il suo progetto di cambiamento della città.
E perché penso che le scelte essenziali di questi anni abbiano rispettato le indicazioni di quel programma: lo stop alla cementificazione del territorio, l’impegno per la mobilità sostenibile e il raddoppio della ferrovia Pistoia – Lucca, le tariffe più giuste dei servizi, per cui chi ha di più paga di più, il risanamento del bilancio, con l’unico esempio di vera ‘spending review’ fatta in questo Paese, aumentando la spesa per le politiche sociali e la cultura, l’amministrazione trasparente della cosa pubblica che ha finalmente rotto coi privilegi e con antiche consuetudini.
E l’elenco potrebbe continuare.

2. Per la Pistoia che verrà, e che dobbiamo costruire insieme.
Perché in questi cinque anni non sono comunque mancate le difficoltà, gli imprevisti e qualche errore. Insomma: molto c’è ancora da fare e da fare meglio.
Si può e si deve andare avanti con il cambiamento, per rendere Pistoia una città aperta, solidale, viva, sostenibile.
Più partecipazione, acqua pubblica, spazi e immobili da restituire alla città e alla libera espressione culturale e artistica, una moderna politica per la raccolta differenziata porta a porta, il Ceppo, le Ville Sbertoli, la zona a sud e il “ribaltamento” della stazione ferroviaria, la pedonalizzazione del centro, attenzione e risposte per le frazioni e le periferie.
Sono tanti i punti programmatici su cui impegnarsi nel prossimo mandato.
E se si ama la politica, non si può immaginare niente che sia più appassionante di poter partecipare direttamente al cambiamento del proprio territorio, attraversandolo dalla piana alla montagna, strada per strada, piazza per piazza.

3. Per responsabilità.
Perché viviamo un tempo difficile, spesso inquietante. Il tempo di una crisi (non solo economica) senza precedenti, di Trump al potere negli Stati Uniti, dei quartieri operai che votano Le Pen.
Un tempo in cui anche la nostra città, Medaglia d’argento al valor militare, potrebbe finire nelle mani di chi porta nel simbolo la fiamma del Movimento Sociale Italiano, erede della destra neofascista.
Per questo rompere l’unità del centrosinistra pistoiese, non fare fino in fondo la propria parte, sarebbe stato un errore ancora più grave.
E poi perché, a ben vedere, l’esempio di questa esperienza dimostra che c’è un’alternativa possibile, e assai migliore nei programmi, a chi riesce a pensare solo alle larghe intese, al ‘partito della nazione’, alla rottamazione della sinistra.

E poi, da ultimo ma non per ultimo, ho deciso di candidarmi per la “squadra”.
Per tutte le persone che, insieme a me, hanno deciso di dar vita a Sinistra per Pistoia.
Siamo riusciti a costruire, in poco tempo, una lista che è allo stesso tempo civica e politica. A unire chi viene da un lungo attivismo nei partiti a sinistra del PD e chi non ha mai avuto tessere in tasca, ma si è appassionato all’impegno civico nelle associazioni, nel volontariato, nel sindacato.
E siamo riusciti a farlo con naturalezza, perché ognuno di noi, al fondo, si riconosce nei valori fondanti della Sinistra, che sono anche quelli della nostra Costituzione: libertà, uguaglianza, solidarietà.